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lunedì 2 dicembre 2013

Federico Delrosso presenta la nuova monografia "Spostando il limite / Pushing the boundaries" nella nuova boutique Gucci di Milano




"Spostando il limite / Pushing the boundaries", la nuova monografia di Federico Delrosso, è stata presentata il 28 novembre nella nuova boutique Gucci, situata nello storico quartiere milanese degli artisti, di fronte alla Pinacoteca di Brera.

Il volume curato da Porzia Bergamasco ed edito da Skira Editore raccoglie i primi vent'anni di progetti firmati da Federico Delrosso nell'architettura, nell'interior e nel design.

"Spostando il limite è una metafora che credo ben descriva il mio lavoro e il mio approccio al lavoro" con queste parole Federico Delrosso consegna al lettore una prima chiave di lettura della sua monografia. "C'è una continua ricerca di quell'emozione speciale che una sfida o

lunedì 14 ottobre 2013

lunedì 16 settembre 2013

Lampada "Palpebra" disegnata da Federico Delrosso per Davide Groppi



Una lampada essenziale, semplice e leggera: Palpebra, il nuovo oggetto disegnato da Federico Delrosso per Davide Groppi , concepita per creare un’illuminazione di forte impatto emozionale. Con l'inclinazione del paralume che limita la diffusione della luce verso il basso, Federico Delrosso ha voluto infatti riproporre quella sensazione leggera e piacevole della luce che filtra da una finestra socchiusa, o di uno sguardo luminoso che si apre lentamente sul mondo. La forma è geometricamente definita,

mercoledì 11 settembre 2013

Notime - restaurant in montecarlo (MC)


Notime, a new restaurant designed by Federico Delrosso in Montecarlo, is the sign of a place in which time is suspended. It is the space/time of the pause, of the thought that follows paths finally detached from everyday routine. For this restaurant we first of all conceived a name that conveyed the idea of a rarefied atmosphere, we designed the logo, incorporating a video installation by the artist Fausto Mazza (a clock with the hands “gone haywire” ) and we articulated the space with wood bars arranged at irregular intervals to delimit a sort of intangible “Zen cage”. On the outside, the alter ego